Contestazione indipendentista alla festa tricolorata del 2 giugno 2012

Tra pochi giorni ricorrerà la festa della repubblica italiana del due giugno, e come ogni anno questa ricorrenza sarà l’occasione per le istituzioni di questo stato di sfoggiare i soliti discorsi retorici, patriottardi e autocelebrativi.

Con questo articolo mi compiaccio nel ricordare la contestazione organizzata dal nostro Movimento l’anno scorso a Brescia e riporto il comunicato integrale di quel giorno che è rimasto memorabile per tutti gli indipendentisti lombardi.

Per una Repubblica, Lombarda.

 

 

Oggi, 2 giugno, facciamo valere la nostra sacrosanta libertà d’espressione intervenendo, in modo pacato ma deciso, come sempre secondo il nostro stile, nelle tematiche riguardanti la Lombardia e il suo futuro.

Oggi in particolar modo contestiamo l’iniziativa del Lions Club di Brescia, specialmente nella parte da essi stessi divulgata per pubblicizzarla: “Scopo dell’iniziativa è, quindi, quello di implementare negli animi il concetto di Patria e di confermare il suo significato unitario di tradizioni, cultura, storia, costume, che l’hanno resa sacra e inviolabile.” Contestiamo quindi quella retorica novecentesca che tanti danni ha provocato alla Lombardia e non solo (come negare che i due conflitti mondiali, che sempre hanno visto lo Stato italiano primo invasore, non siano stati fomentati da un eccesso “di implementazione del concetto di Patria italiana”?), quella stessa retorica che calpesta e denigra un patrimonio inestimabile e variegato di lingue e culture (la nostra lombarda, in primis) per santificare (visti gli aulici termini utilizzati dagli organizzatori) solo quella “unitaria”. “La crisi dei valori”, nominata dagli organizzatori della manifestazione odierna, non è data dalla mancanza di “culto dell’unità”, come essi affermano, ma semmai dall’esasperata ridondanza dello stesso, a fronte di un estremo disinteresse da parte di quello stesso Stato per il benessere dei propri cittadini. Continue crisi economiche date da una sconsiderata leggerezza nella gestione della finanza pubblica, utilizzata spudoratamente per foraggiare clientele e che ora sta strangolando i nostri lavoratori e imprenditori lombardi; scarsi risultati (e a volte addirittura convivenza) nella lotta contro la criminalità organizzata, che ha purtroppo preso stabilmente piede anche qui in Lombardia: questi sono i risultati di un nazionalismo spinto e ridonante, che stiamo scontando sulla nostra pelle e che oggi apertamente contestiamo. Oggi quindi ricordiamo tutte le vittime, siano essi fanti inviati al macello delle guerre in trincea, piccoli imprenditori suicidi per una pressione fiscale opprimente, martiri di stragi senza colpevoli o vittime di calamità naturali messi in secondo piano da costose e quantomeno inutili parate. Oggi noi rappresentiamo la speranza di un nuovo Stato moderno, snello ed efficiente per la nostra Lombardia, che dovrà sicuramente lasciarsi alle spalle l’esperienza fallimentare vissuta con lo Stato italiano.

 

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3 pensieri su “Contestazione indipendentista alla festa tricolorata del 2 giugno 2012

    • Color44 non ha nulla a che vedere con l’indipendentismo. Maroni ha sottoscritto la petizione di Color44 per chiedere a Regione Lombardia la convocazione del referendum indipendentista: invece di esultare per la firma del governatore lombardo, bisognerebbe chiedere conto a Maroni della sua palese ipocrisia mentre firma una petizione rivolta a… se stesso!!!
      In secondo luogo il comitato si definisce non partitico ma politico: a parte che sarebbe interessante conoscere la provenienza partitica di chi lo anima, la distinzione tra partitico e politico è molto sottile. Già il fatto che il comitato si presenti come libertario esclude dalla potenziale adesione la stragrande maggioranza dei cittadini lombardi che sicuramente non apprezzerebbero la prospettiva di vivere in una utopica comunità anarchica.
      In terzo luogo, nessun esponente di questo comitato 44 ha mai spiegato chi certifica le firme raccolte, e non mi sembra una questione da poco visto che dalla veridicità delle firme dipende la credibilità di questa iniziativa.
      Infine, il comitato dice di ispirarsi idealmente alle future consultazioni referendarie in Scozia e Catalunya: ebbene, in queste nazioni senza stato esistono seri movimenti indipendentisti radicati sul territorio da decenni e saranno loro ad organizzare le campagne per il si all’indipendenza delle loro rispettive nazioni. Se in Lombardia non si coltiva lo sviluppo di un movimento indipendentista, chi potrebbe sostenere la campagna referendaria lombarda per il si? Questa prospettiva dovrebbe essere presa seriamente in considerazione, in caso contrario l’iniziativa di color44 potrebbe risultare infeconda e solo espressione di una élite.

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