CRISI RICHIEDEI: ProLombardia sottoscrive la petizione promossa dai sindacati, la Fondazione paga la cattiva gestione della sanità in Regione.

All’inizio dell’esperienza politica del gruppo ProLombardia sez. Gussago per le amministrative del 2012, uno dei temi principali attorno a cui ha avuto luogo il dibattito elettorale è stata sicuramente la situazione di grave emergenza in cui versava la Fondazione Richiedei.
Fin da subito abbiamo riscontrato non poca fatica nell’analisi della situazione, principalmente a causa della nostra estraneità all’argomento e, nel momento in cui abbiamo cercato di approfondire il tema, per la difficoltà nel trovare interlocutori informati e disponibili in grado di riportare dati certi circa la situazione.

IL RICHIEDEI IN CAMPAGNA ELETTORALE

Durante i vari dibattiti, tra cui un incontro dedicato organizzato dai sindacati, ogni gruppo presente con una lista espresse la volontà di fare tutto il possibile per salvare una eccellenza del territorio, importante sia per il servizio alla località Gussaghese che limitrofi, e per i posti di lavoro garantiti; pensiero tanto condivisibile quanto banale se alle dichiarazioni di intento non seguono analisi e proposte.

Nel nostro piccolo ci limitammo a contestualizzare il problema col scarso ritorno fiscale di cui gode la nostra regione, mostrando coi numeri quante risorse produca il nostro territorio ma che non può sfruttare strozzinato dallo stato italiano.

Evitammo facili populismi, anche perchè il nostro punto di vista era molto dubbioso, alcune considerazion ici rendevano scettici:
-le eccellenze, in quanto tali, subiscono meno gli effetti negativi di una crisi quindi questa non bastava a spiegare la difficoltà della fondazione;
-Finanziare attività in perdita, se non parte di un piano di sviluppo più ampio e consapevole è autolesionismo, oltre che una prassi ben consolidata nella gestione di attività pubbliche spesso non giustificata dalle necessità della comunità, ma volta a favorire interessi privati e clientelismo.
-Difficoltà a reperire informazioni certe e discussione assente anche durante convegni appositamente organizzati;
– Margine di movimento nullo, come da ammissione dell’ultima amministrazione, che bene ha fatto per tagliare i costi, con grandi sacrifici dei dipendenti, non rimane molto da tagliare per ridurre ulteriormente le perdite di esercizio ed arrivare alla chiusura di bilancio in pareggio.

LA CRISI DI LIQUIDITA E L’ENNESIMA ESPOSIZIONE DEL COMUNE

Verso la fine del 2012 la situazione per l’azienda ospedaliera precipita e solo una fidejussione firmata dal Comune per un prestito di 1.000.000€ (un Milinone) permette alla fondazione di reperire liquidità necessaria  per l’ordinaria amministrazione, con la prospettiva di prevederne una seconda a giugno per il medesimo motivo.
Torniamo quindi ad occuparci del tema richiedei distribuendo un volantino all’esterno dell’ospedale, mantenendo una lettura diversa dal coro, denunciando i limiti di gestione imposti dalla regione, le scarse risorse riconosciute e la mancanza di interesse della comunità. Mancanza di interesse a nostro avviso dovuta alla mancanza di informazioni ed al mancato coinvolgimento della popolazione nelle decisioni. Da sostenitori della democrazia diretta siamo convinti che su certe tematiche, come per consistenti esposizioni da parte del Comune, sarebbe necessario ricorrere a referendum.
Restiamo piacevolmente sorpresi quando il presidente Gardoni ci scrive per rettificare un dato circa la scadenza di una garanzia bancaria sottoscritta dal Comune. Prendendo atto del nostro errore acquisiamo maggior consapevolezze di essere sulla strada giusta, convinti che la rettifica di un dato secondario confermi indirettamente le altre considerazioni fatte.

Arriviamo cosi all’incontro organizzato da Sinistra Gussago e finalmente assistiamo ad un dibattito che oltre a tanti ennesimi buoni propositi affianca una discussione che fissa il punto su quale sia il problema e dove vadano investite le energie per raddrizzare una situazione critica ma non impossibile, se non fosse che i margini di recupero non siano nelle competenze di Comune e Fondazione.

REGIONE LOMBARDIA E MALASANITA RESPONSABILI DELL’INDEBITAMENTO

La gestione della sanità è prerogativa delle regioni, forse l’unica vera funzione riconosciuta all’ente, capace di gestire un settore in cui le realtà del territorio spiccano per specializzazione e competenza a livello europeo a suon di scandali e corruzione; ancora è fresco il ricordo degli scandali che hanno colpito la giunta Formigoni con San Raffaele e Fondazione Maugeri.

All’inizio del nuovo millennio la regione Lombardia decide di doversi sbarazzare di presidi sanitari minori, operanti sul territorio, realtà troppo piccole per rappresentare un fatturato interessante, difficili da gestire e che operano spesso in perdita.
Ma come liberarsi di una realtà improduttiva, soggetta a limiti di gestione? Nessun privato potrebbe mai ritenere appetibile una struttura con debiti e minimi margini di crescita, eppure la fondazione Richiedei acquisisce l’ospedale di Palazzolo dalla Regione, facendosi carico di un debito di circa 10.000.000€ ( Dieci Milioni).
Curioso il fatto che l’allora presidente rifiutò di firmare il passaggio, si dimise, al suo posto venne nominato un nuovo presidente che firmò l’acquisiizione di palazzolo e dopo pochi mesi diede anchegli le proprie dimissioni.
Attualmente palazzolo costituisce il 60% del debito.

RESPONSABILITA DEL COMUNE DI GUSSSAGO

Il comune nomina la giunta e ha quindi molto peso e molta responsabilità in alcune scelte: se alla giunta Lazzari vengono riconosciuti gli sforzi per aver ridimensionato le perdite,  l’operato della giunta Marchina viene molto criticato in particolare per la gestione delle collaboraazioni sia con la Fondazione Maugeri che con l’azienda Mellino mellini e aver finanziato con scelte di “cuore” e “coraggiose” ma senza alcuna pianificazione per far uscire la fondazione dal circolo vizioso dell’indebitamento.

L’errore maggiore a nostro avviso rimane la mancanza di coinvolgimento della comunità durante l’acquisiszione di Palazzolo prima e la poca chiarezza nel denunciare la situazione di emergenza per tempo; sarebbe bastato un referendum consuntivo per sollevare la discussione, evitare di rilevare Palazzolo o pretendere nella trattativa di acquisizione il riconoscimento di specialistica, posti letto e aumenti del budjet.

LIMITI ALLA CRESCITA IMPOSTI DALLA REGIONE.

La disponibilità dei dipendenti e l’efficienza del reparto di riabilitazione ha permesso negli ultimi anni di incrementare il fatturato, peccato che essendo superiore a quanto stabilito dalla regione, la quota eccedente venga versata totalmente alla regione stessa.

Le competenze della clinica vengono fissate e corrisposte dalla regione, che fissa cosi il prezzo di ogni prestazione ed il numero di utenti che si possono servire presso le proprie strutture (posti letto).
L’ospedale richiedei ha un numero di posti letto riconosciuti inferiore alla capacità, e una lista di attesa che in alcuni reparti arriva a 3 mesi.

Inoltre i prezzi riconosciuti da regione Lombardia sono più bassi di 70€ a prestazione rispetto ad altre regioni.
Sebbene le eccellenze di alcuni reparti siano palesi e giustificate dagli utenti che ne usufruiscono (alcuni con autonomia inferiore al 50%) non viene riconosciuta la specialistica ma solo il regime di geriatria generale, impedendo cosi di accedere a compensi più cospicui previsti per le eccellenze.

L’ospice, reparto a se che non risponde alla sanità pubblica, avrebbe margini per inserire nuovi posti letto, ed a Palazzolo avrebbe buon mercato favorito dall’ubicazione geografica, ma la mancanza di liquidità impedisce qualsiasi investimento.

SOLUZIONI

Finche il bilancio sarà passivo i debiti verranno pagati con altri debiti, considerando che non vi è più margine per ridurre i costi, solo un aumento del fatturato potrebbe invertire la marcia.
Solo una pressione al palazzo della regione potrebbe attirare interesse sul tema, la voce di 10000 elettori sono l’unico linguaggio che i politici di professione comprendono;

Con queste premesse è di buon grado che veniamo a sapere che i sindacati hanno dato via ad una raccolta firme le sollecitare alla regione di operare tutte le decisioni di sua competenza per riconoscere le condizioni per lavorare ad una azienda, produttiva e vivace, che serve un territorio che non è solo quello del comune di Gussago, e di cui tutta la cittadinanza Gussagahese va fiera.

Sottoscriviamo quindi la petizione e incalziamo la regione che dovrà e potrà rispondere con le seguenti manovre:
-RICONOSCIMENTO SPECIALISTICA
-RICONOSCIMENTO FATTURATO EXTRA DEL REPARTO RIABILITAZIONE
-ASSEGNAZIONE POSTI LETTO CONFORME A LISTE D’ ATTESA E CAPACITA DELLA STRUTTURA
-COMMISSIONE DI INCHIESTA PER ACQUISISZIONE PALAZZOLO.

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2 pensieri su “CRISI RICHIEDEI: ProLombardia sottoscrive la petizione promossa dai sindacati, la Fondazione paga la cattiva gestione della sanità in Regione.

  1. Sarebbe interessante sapere dove sono stati i signori sindacati in questi decenni: quante volte hanno denunciato la mala gestione dell’ospedale, la moltiplicazione delle assunzioni, gli sprechi? Quante volte hanno richiamato l’intera cittadinanza gussaghese a divenire consapevole di un problema che da raffreddore è divenuto ormai tumore? Putroppo le denunce dei sindacati non sono mai risultate pervenute e quelle attuali sanno molto di propaganda

  2. All’alba del 2013 i sindacati organizzano una campagna di raccolta firme in solidarietà ai lavoratori del Richiedei. Sarebbe molto interessante sapere sapere dov’erano gli stessi sindacati negli ultimi decenni, quando una politica di gestione dissennata faceva aumentare a dismisura l’indebitamento dell’ospedale, portandolo all’attuale collasso finanziario. Se i sindacati non dovessero spiegare prima di tutto la loro condotta passata, la raccolta di firme di questi giorni potrebbe essere interpretata solo come strumentale a ottenere un facile consenso

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