Lettera aperta al sindaco di Gussago. Risposta e considerazioni finali

Riportiamo integralmente di seguito la risposta del sindaco di Gussago dott. Bruno Marchina ai quesiti che come sezione locale di pro Lombardia indipendenza gli avevamo fatto recapitare tempo addietro e che i lettori possono recuperare in QUESTO POST.

Al termine, facciamo alcune doverose considerazione sulla base di quanto ci è stato risposto.

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Seguono le nostre considerazioni punto per punto.

1) Poco importa che sia il Comune oppure l’Istituto Comprensivo di Gussago a vantare un credito di oltre 70 mila euro nei confronti dello Stato italiano. Il problema di fondo irrisolto è che oltre agli ingenti contributi che i cittadini versano sotto forma di imposte, ora di fatto si regalano sempre allo Stato centralista anche una somma ingente, che perdipiù doveva essere investita nel settore scolastico, il quale versa a tutt’oggi in una situazione precaria da un punto di vista finanziario. E il Comune ne è coinvolto in prima persona! Ricordiamo infatti che l’Amministrazione ha dovuto anticipare in bilancio 20 mila euro per consentire il regolare svolgimento dell’anno scolastico 2012-13.

2) Il Sindaco potrà facilmente constatare come allo stato attuale delle cose le Commissioni e i Consigli comunali non rappresentano format adeguati all’informazione della cittadinanza. La partecipazione è esigua se non nulla nei primi casi, assai limitata nei secondi. Ribadiamo con forza e senza indugi che la popolazione di Gussago ha il diritto irrinunciabile e inalienabile di essere a conoscenza di tutto ciò che la riguarda laddove ci sia uso di denaro pubblico o si preveda l’intervento in prima persona dell’amministrazione pubblica. Cosa ci sarebbe da nascondere nelle trattative tra la Fondazione Richiedei e il Comune di Gussago? Ricordiamo che quest’ultimo si è prestato negli ultimi tempi a un «rischio non indifferente» (parole del Sindaco) nel sottoscrivere una fidejussione per aiutare la Fondazione! È parte integrante della politica essere esposti, come autorità pubblica, a eventuali critiche o dissensi da parte dei cittadini sovrani.

3) I timori del Sindaco verso forme di assemblarismo sono ingiustificate. I Gussaghesi sono abbastanza intelligenti e sovrani per votare in un fine settimana l’attuale amministrazione per 5 anni e poi non lo sono più? Evidentemente dopo il voto essi diventano un problema, devono tacere ed essere messi in naftalina! La democrazia rappresentativa e la democrazia diretta sono forme complementari di esercizio della sovranità. La prima, da sola, così come ambisce lo Stato e come desidera il Sindaco, si traduce in una usurpazione sia pure a scadenza temporanea della sovranità, con un’esigua o addirittura nessuna possibilità di riscatto da parte dei cittadini. La democrazia diretta non costituisce, come il Sindaco paventa, un ostacolo all’esercizio dell’amministrazione della cosa pubblica, ma di sicuro è un ostacolo all’esercizio arbitrario del potere.

4) Se la valorizzazione della lingua, della storia e della cultura locale sono, come il Sindaco afferma, attività normalmente presenti nei progetti didattici, ci auguriamo che questa linea venga mantenuta e nel tempo migliorata in ogni sua sfaccettatura.

Per quanto riguarda la questione relativa all’esposizione della bandiera storica della Lombardia dal palazzo municipale, ci domandiamo su che base normativa il Sindaco tenta invano di giustificarsi quando dal medesimo palazzo egli stesso ha da tempo esposto la bandiera arcobaleno detta “della pace”. La bandiera con la croce di san Giorgio non è un simbolo politico, ma emblema di un’identità culturale di cui Gussago fa pienamente parte (uno studio in proposito è stato consegnato). E ben venga la consultazione popolare in merito alla sua esposizione, cosa che ricordiamo a tutti non è stata fatta per la bandiera della pace! Su questo tema avremmo preferito una risposta più sincera e meno sarcastica e provocatoria, dal momento che è il Sindaco stesso ad aver dimostrato che non è necessario nascondersi dietro schermi normativi per esporre una bandiera dal Municipio.

In conclusione, ci rammarichiamo del fatto che il Sindaco non abbia recepito il nostro messaggio nelle sue parti essenziali. Di quello che politicamente parlando fanno gli altri, a noi e al Sindaco non dovrebbe minimamente interessare. L’appartenenza ad una Lista cosiddetta “civica” avrebbe potuto avere il pregio di essere svincolata dai partiti di Stato e di essere più attenta invece alle necessità della comunità. Così non sembra proprio essere per Gussago, dove l’Amministrazione preferisce pedissequamente servire questo Stato, le sue imposizioni, i suoi simboli, il suo autoritarismo innato.

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