Furti a Gussago: la nostra chiave di lettura

Ogni qualvolta apriamo la home di Facebook, sembra che due certezze siano imprescindibili dalla nostra quotidianità:

Un piano di fuga di cani e gatti che tentano di liberarsi dalla domesticazione umana, e i furti.

I social e i mass media in generale fungono spesso da cassa di risonanza, col rischio di enfatizzare e di alterare i messaggi che trasmette, i quali quindi vanno filtrati ed elaborati dalla ragione, al fine di non convincersi di un inganno.

Se è facile ipotizzare che le tante fughe dei nostri amici animali siano il risultato di un eccesso di zelo (esperienza personale di un cane prelevato dalla sua residenza e poi apparso su Facebook come disperso), più difficile è valutare le numerose infrazioni di cui spesso si legge.

Anche qui conviene analizzare in modo critico i segnali:

Se guardiamo ai freddi numeri, pubblicati dalle istituzioni, sembrerebbe che ogni anno i reati calino di qualche punto percentuale (1).

Come è possibile? Che sia solo un problema locale del nostro paese? Che le statistiche siano ritoccate? Oppure sono calate le denuncie?

Se segnalazioni come quella effettuata in prima persona non vengono prese in carico da chi è predisposto e strutturato a farlo, quale certezza possiamo avere oltre al senso di spaesamento e frustazione che rimane dopo aver cercato di fare un servizio civico spontaneo, a cui non è corrisposta la professionalità di chi è stipendiato e strutturato per dare un certo servizio?

L’esperienza personale dice che in seguito a una segnalazione fatta alla polizia stradale per segnalare una macchina sospetta, l’operatore abbia consigliato di rivolgersi ai Carabinieri in quanto la loro sede era troppo lontana dalla zona interessata; putroppo la macchina se la svignò e guarda caso nella stessa notte furono violati due appartamenti in zona. In generale vivendo a Ronco, in cui praticamente la maggior parte delle abitazoni ha subito almeno un furto negli ultimi anni, dove solo l’oratorio è stato scassinato 3 volte in 9 mesi per danni di qualche decina di migliaia di euro, considerare il fenomeno una esagerazione risulta difficile anche per chi scrive, che solitamente è molto scettico verso facili allarmismi e pessimismi che impregnano i nuovi mezzi di comunicazione (2).

Se quindi il problema è serio, come è possibile affrontare il fenomeno?

CITTADINI:

Ronde, gruppi whatsapp, vigilanza privata?

Le varie iniziative private che potremmo ipotizzare possono al massimo servire come deterrente; il cittadino non può intervenire in modo attivo senza passare dalla parte del torto: il ricorso alla giustizia sommaria non può essere un opzione accettabile in una società civile, considerando che la sicurezza è il primo motivo per cui un individuo sia invogliato a far parte di una comunità.

Che senso avrebbe continuare a pagare un apparato burocratico, che nell’ordinare e organizzare le attività ne limita inevitabilmente le libertà se non vi è una contropartita in servizi?

ENTI LOCALI:

Recentemente il comune di Gussago parla di telecamere, che verrebbero apposte in estate in seguito al completamento della sostituzione della illuminazione con la nuova tecnologia a led. Tale promessa non convince le opposizioni, soprattutto per i ritardi e la mancata adesione ad un bando regionale per co-finanziamenti di progetti sicurezza (3); a noi in aggiunta non convince la scarsa chiarezza e la frammentarietà delle informazioni date, che contraddistringue la giunta in carica, abituata a gestire i concittadini come dei bambini che “meno sanno, meglio è” per il loro bene. Discutendo di un’azione importante per la vita quotidiana dei cittadini, la cui privacy va comunque sempre rispettata e tutelata, pur sernza arrivare ad ipotizzare un futuro alla “Orwell”, sarebbe il caso che i cittadini venissero opportunamente informati e coinvolti in decisioni di questa portata che si ripercuotono fortemente sulle libertà individuali: ogni cessione di libertà, più di altre delibere, va ponderata in modo consapevole e coscienzioso.

Sarebbe interessante se l’aver mancato il bando sia una negligenza della giunta in carica, o come sostiene il Sindaco Marchina, “la Regione interviene minimamente, poi il Comune viene lasciato solo”.

ISTITUZIONI STATALI

Ne abbiamo acennato nell’analisi dei cittadini. Riassumendo: tasse alte e servizi scadenti. Nel momento in cui bisogna rimboccarsi le maniche e mettersi in gioco in prima persona, conviene farlo, ma è evidente che manchi un servizio.

Se ascoltiamo le rivendicazioni dell’apparato burocratico sembrerebbe sempre che ogni ufficio statale sia sottodimensionato e senza risorse, eppure anche qui i freddi numeri dicono un’altra cosa:

L’italia è al 3 posto al mondo per poliziotti pro capite, con ben 475 poliziotti per ogni 100 mila abitanti. dietro solo a Russia e Turchia! (4).

Viene allora da chiedersi come vengano impiegate queste risorse, quanti siano gli impiegati d’ufficio (ricordiamo ad esempio che le forze armate vengono usate ufficialmente per impiegare risorse ambigue come sportivi di discipline minori, e ufficiosamente per piazzare sostenitori politici o addirittura per dare una sedia o una poltrona a figure politiche minori in  una visione distorta dello Stato come ufficio di collocamento). Se inoltre consideriamo nella stima pubblicata (che non possiamo analizzare nel dettaglio)  anche corpi quali i Forestali (ora in dismissione ma che confluirà nei Carabinieri), appare più accettabile come nonostante i numeri alti, il servizio percepito sia insufficiente.

Ognuno di noi potrebbe avere approcci diversi e chiedere quindi allo Stato diverse soluzioni al problema: tendenzialmente un liberale favorirebbe l’iniziativa privata finanziata con la riduzione delle tasse; un federalista devolverebbe i poteri alle istituzioni locali (magari lavorando perchè non finisca come nella sanità), mentre statalisti di destra e sinistra chiederebbero più presenza dello Stato a costo di aumentare ulteriormente la spesa pubblica.

A prescindere dall’orientamento ideologico di ciascuno, il problema si concentra al quesito: come è possibile chiedere allo Stato italiano di riformare se stesso? Stiamo parlando di uno Stato talmente lungimirante (il tono è ironico) che fa confluire un Corpo di Stato notoriamente sovradimensionato come i Forestali in quello dei Carabinieri quando è già stato pianificato che anche questi ultimi dovranno essere smantellati per confluire a loro volta in una gendarmeria europea (5), in virtù dell’intento comunitario di eliminare forze di polizia militari.

Assodato quindi che le criticità di questi mesi non possono essere risolte dalle istituzioni statali (qualora anche qualcuno volesse ipotizzare azioni, di sicuro non avverrebbero in tempi accettabili); non possono essere risolte dagli enti locali (senza potere deliberatorio in materia) e non possono essere gestite direttamente dai cittadini (che non hanno i mezzi, le competenze, e la qualifica per prendere l’iniziativa).

Ciò che resta da fare è mettere pressione, da parte dei cittadini alle istituzioni locali, richiedere interventi e coinvolgimento dei cittadini, magari organizzando serate dedicate, che se non risolvono pragmanticamente il problema, tranquillizzerebbero molti cittadini e fungerebbero anche da deterrente, confidando che con la sensibiliazione dell’opinione pubblica, qualsiasi intervento risulta più facile, non solo in questo settore, ma per tutti i temi che ricadono con forza nella quotidianità di ciascun cittadino.

  1. [http://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/bilancio-cc-furti-in-casa-i-reati-che-pi%C3%B9-ci-hanno-impegnato-1.3057388].
  2. [[http://www.gussagonews.it/ennesimo-furto-oratorio-ronco-terzo-episodio-febbraio-2016/]].
  3. [http://www.gussagonews.it/sicurezza-telecamere-scintille-lega-sindaco-febbraio-2016/]
  4. [http://www.wallstreetitalia.com/italia-terza-al-mondo-per-poliziotti-pro-capite/]
  5. [http://www.sapaf.it/legge-n-84-2010-eurogendfor]

 

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