REFERENDUM 17 APRILE CONCESSIONI PER L’ESTRAZIONE DI IDROCARBURI VICINO LE COSTE Votate No o votate SI, ma INFORMATEVI e votate CONSAPEVOLMENTE

Il movimento ProLombardia Indipendenza si propone di promuovere tutte le pratiche di partecipazione popolare e manifestazione diretta della volontà tramite quesiti referendiari;

Tuttavia coltiviamo la speranza che la pratica e l’abitudine portino a gestire meglio i quesiti referendari come questo, oneroso, molto specifico e di fatto poco decisivo: Che vinca il SI o il NO non cambia praticamente nulla di sostanziale; il quesito portato al referendum è l’ultimo di 6 quesiti, di cui 5 sono già stati recepiti e convertiti in legge prima ancora che venissero votati.

L’iniziativa regionale è nata come rivendicazione delle varie istituzioni regionali a poter decidere maggiormente in merito a politiche energetiche locali, in contrapposizione ad uno stato centralista che decide lontano dal territorio e impone ai cittadini senza preoccuparsi delle necessità, attitudini e volontà locali.

[#OT A proposito, che fine ha fatto il referendum che il presidente della regione Lombardia Maroni doveva convocare il 29 Maggio per l’autonomia della Lombardia?]

Dichiariamo quindi il grosso rammarico per come sia stato publicizzato da entrambi gli schieramenti, degni rappresentanti dellpolitica italiana, a volta a condizionare verso la propria opinione a costo di travisare la realtà dei fatti; bugie, luoghi comuni e mezze verità propinate da chi dovrebbe informare prima che condizionare.

Rammarico nel vedere chi i sostenitori del SI ridurre l’unico strumento di partecipazione popolare ad una dichiarazione di volontà politica ideologica; nel vedere ancora chi si schiera per il NO auspicare l’assenteismo ed il mancato raggiungimento del Quorum; per la mancata accorpazione del referendum con le amministrative, 380 milioni di euro spesi dal governo nella speranza di non raggiungere il Quorum; per essere chiamati a votare su di un quesito inutile, che ripercuote il dogma dello “status quo” di cambiare tutto per non cambiare niente“.

Il quesito referendario pur avendo un’idea di fondo ambientalista difficile da condannare, non riesce ad avere visione di insieme, ma è intriso di demagogia ed autolesionismo:

Che bisogno c’è di illudere i cittadini per fare una battaglia politica? Che bisogno c’è di suggerire ai cittadini che votando SI stanno dicendo NO alle trivelle quando non è vero? Che battaglia politica è quella basata su mezze verità e suggestioni?

Il referendum è lo strumento sbagliato per una battaglia politica: vincola esclusivamente circa quanto vi è scritto, non da ulteriori indicazioni a procedere.

Se davvero vogliamo migliorare l’approccio ambientale, liberarci dall’inquinamento nel Mediterraneo e ridurre le emissioni di gas serra, l’azione più influente che possiamo fare è di cominciare ad attuare dei comportamenti di risparmio energetico e consumo consapevole tutti i giorni, nel quotidiano. Fare in modo di aver bisogno di sempre meno gas e petrolio ci può portare a chiudere questi discussi pozzi, rendendoli economicamente svantaggiosi, e anche a risparmiare qualcosa sulle bollette.

A livello politico, servirebbe investire qualcosa in più nella ricerca scientifica per l’efficienza energetica, anziché inseguire demagogicamente questa o quella battaglia di principio. Questo però non accadrà domani, né il 17 aprile, e non basterà fare una crocetta su un foglio, ma servirà un impegno serio, strategico e prolungato:

La rinuncia agli idrocarburi avverrà quando questi saranno veramente obsoleti, ovvero quando l’acessibilità a risorse alternative sarà vantaggiosa per motivi economici e tecnici, non solo ambientali. Quelle cho oggi sono chiamate energie rinnovabili, presentano ancora costi elevati, efficienze basse, e dubbi sulla loro ecologicità sul lungo termine dato che non abbiamo ancora sperimentazioni su larga scala.

LE NOSTRE INDICAZIONI DI VOTO

VOTATE SI

  • Se credete che questo gesto verso il cambiamento auspicato, per quanto piccolo, sia utile;
  • Se ritenete legittima e corretta la battaglia ambientalista combattuta con questi mezzi;

Così facendo NON eliminerete le trivelle dai mari italiani, nè bloccherete nuove trivellazioni (quest’ultima cosa è già stata fatta entro le 12 miglia), ma sicuramente esprimerete un forte desiderio per un futuro in cui l’energia dipenda maggiormente dalle fonti rinnovabili, o meglio, alternative. Credete che il gioco non valga la trivella a causa dei rischi che l’estrazione comporta o che potrebbe comportare: danni causati dall’air gun, eventuali incidenti, subsidenza del fondale ecc.  Siete inoltre consapevoli, che una volta terminate le concessioni il quantitativo di combustibile prodotto dalle trivelle soggette al referendum dovrà necessariamente essere sostituito dall’importazione, con tutte le problematiche che comporta: costi, condizioni di trasporto…

VOTATE NO

  • Se non auspicate alcun cambiamento, o se credete che questo gesto sia troppo piccolo al punto da diventare controproducente.

Sarete tra coloro che credono che non sarà sicuramente il blocco di soli 48 siti di estrazione a far migliorare la situazione climatica ed ambientale (sindrome N.i.m.b.y.). In questo modo esprimerete anche la consapevolezza che secondo voi le estrazioni rappresentano almeno in parte il metodo sicuro e non eccessivamente dannoso per ricoprire una fetta non troppo trascurabile del consumo energetico italiano.

ANDATE A VOTARE

Perchè auspicare di non raggiungere il QUORUM può far vincere una battaglia, ma allontana dal vincere la guerra, la guerra per prendere in mano il proprio futuro, il proprio destino e non subire con passivo asservimento le decisioni altrui.

Populi voluntas publicorum imperorium auctoritatis fundamentum est

(La volontà popolare è il fondamento dell‘autorità del governo)

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